L’ETICHETTA DI UN COSMETICO

Il nuovo regolamento Europeo CE 1223/2009, che sostituisce dal’11 luglio 2013 le vecchie disposizioni, ha lo scopo di garantire maggiore sicurezza al consumatore e la rintracciabilità di un prodotto cosmetico in tutta la catena di fornitura. La normativa definisce i cosmetici come preparazioni diverse dai medicinali destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano, oppure sui denti e sulle mucose allo scopo esclusivo o prevalente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato (art. 2.1a) I prodotti cosmetici non possono vantare finalità terapeutiche. Il cosmetico non ha niente di miracoloso e non può avere azione terapeutica, può essere fatto bene, può essere dermo-compatibile, eco-compatibile e soprattutto non creare effetti non desiderati. Il lento modificarsi di costumi e valori della nostra società ha portato a considerazioni diverse della cosmesi vista come complemento al nostro benessere e oramai legata ai concetti di salute della persona. Infatti la cosmesi non è solo legata alla vanità e ai capricci di donne e uomini che vorrebbero sfuggire al correre del tempo. È oramai parte della nostra vita. Questo cambiamento si riflette anche a livello legislativo allo scopo di tutelare il consumatore finale. Quando ci troviamo davanti ad un cosmetico abbiamo il diritto di sapere cosa usiamo e di capire se siamo di fronte ad un prodotto efficace o comunque funzionale allo scopo. Saper leggere l’etichetta è importante per placare le illusioni che ci propongono i giornali o le televisioni dove si possono ammirare cinquantenni talmente belle da fare invidia a ragazze molto più giovani. I cosmetici se fatti secondo le normative vigenti devono rispondere ad alcuni requisiti. L’etichetta deve recare l’elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso fino al 1%, percentuale al di sotto del quale possono essere elencate in ordine sparso. Tali ingredienti sono riportati seguendo la nomenclatura europea delle materie prime di utilizzo cosmetico (inci name) Gli ingredienti di uso comune (trivial names) sono registrati col sostantivo, generalmente latino, con cui sono elencati sulla Farmacopea Europea. Le sostanze chimiche e i derivati naturali che abbiano subito una trasformazione vengono elencate con un nome tecnico. I derivati naturali che non abbiano subito trasformazioni oltre al’estrazione sono registrati con il nome botanico della pianta di origine, genere e specie eventualmente seguito dal tipo di estratto e dalla parte della pianta usata. I coloranti sono facilmente riconoscibili dal numero di registrazione di cinque cifre preceduto dalle iniziali CI (color index) mentre i profumi e le fragranze sono indicati dalla parola Parfuma. Dal marzo 2005 è fatto obbligo per i produttori di menzionare i nomi di 26 sostanze (allergeni) identificate da un comitato scientifico. Sono sostanze la cui presenza deve essere indicata se presenti nella quantità dello 0,001% per cosmetici non a risciacquo e nello 0,01 % per quelli a risciacquo. Cosa deve essere scritto nell’etichetta? Deve essere presente il contenuto nominale al momento del confezionamento, espresso in peso o in volume, fatta eccezione per gli imballaggi con un contenuto inferiore a 5 g o a 5 ml, i campioni gratuiti e le mono dosi. Il contenuto in ml seguito dal simbolo ℮ (preconfezionati CEE) (obbligatorio): altezza minima caratteri del dosaggio: fino a 50 ml 2 mm, da 50 a 200 3 mm ,da 200 a 1000: 4 mm, esempio 100 ml ℮. Tale elenco deve essere preceduto dal termine “Ingredients”. In caso di ingredienti identificati come nano materiali (reg.1223/2009) questi vanno identificati con la dicitura (nano). Numero del lotto di fabbricazione o riferimento che permetta di identificare il prodotto cosmetico. In caso di impossibilità pratica, dovuta alle modeste dimensioni dei cosmetici, questa indicazione può figurare solamente sull’ imballaggio. Il simbolo PAO (period after opening) che consiste in un vasetto aperto seguito dal numero di mesi e da M. Per i contenitori dei liquidi il simbolo del materiale (PE = politene, VE vetro ecc.), spesso questo è stampato sul fondo del flacone (obbligatorio). Non sono obbligatori ma raccomandati: “dermatologicamente testato” (se è disponibile il risultato di un patch test) e le avvertenze: uso esterno, tenere fuori della portata dei bambini. Se ci sono sostanze potenzialmente tossiche o particolari inserite nell’allegato III devono essere indicate come precauzioni di impiego o avvertenze. La data di durata minima (scadenza) è obbligatoria se inferiore a 30 mesi altrimenti facoltativa ma raccomandabile. Tale data va indicata con la dicitura “consumare preferibilmente entro…” o in alternativa con il simbolo della clessidra. Le indicazioni relative all’efficacia di un prodotto non devono andare al di là degli elementi probanti disponibili. ESEMPIO: la dichiarazione “un milione di consumatori preferisce questo prodotto” non dovrebbe essere consentita se si basa soltanto sul volume delle vendite pari a un milione di unità. Le dichiarazioni sull’efficacia non dovrebbero basarsi su immagini manipolate elettronicamente nella situazione “prima e dopo” se la rappresentazione è ingannevole quanto ai risultati del prodotto. Le dichiarazioni non dovrebbero attribuire al prodotto in questione caratteristiche specifiche (uniche) se prodotti affini possiedono le stesse caratteristiche. Attenzione a chi afferma che il cosmetico non contiene conservanti poiché risultano presenti sostanze dall’attività antibatterica e fungina, con la differenza che queste non sono ancora menzionate fra i conservanti. Si tratta di glicoli, aminoacidi, fragranze. Nel mezzo tutto ciò che fa vendere il cosmetico come le piante esotiche, l’acido ialuronico, alcune vitamine. Attenzione ai nomi che finiscono per siloxane, dimethicone, poiché la loro presenza evidenzia un cosmetico al silicone, lo stesso silicone che il nostro falegname usa per sigillare i vetri delle finestre. Questo tipo di crema è lucida, la consistenza di una gomma da masticare, bellissima da vedere ma non certo simile alla nostra pelle. Con il nome paraffinum si cela l’olio di vasellina, lo stesso che veniva usato in cantina per uso enologico, lo stesso che usiamo come purgante. Con il nome petrolatum la mitica vasellina filante.

Attenzione perché spesso nei cosmetici venduti per naturali, parola tanto cara e bella, non è difficile trovarvi il silicone e la vasellina.

CONSIGLIO Acquistate cosmetici semplici, con dieci, quindici ingredienti al massimo, che abbiano fra le prime righe derivati vegetali come Olea Europaea , descritto dal nome botanico latino.

La pelle è lo specchio del nostro benessere interiore; non ha senso spendere decine, centinaia di euro per un cosmetico se poi non riposiamo bene, se mangiamo prodotti di scarsa qualità, se usiamo l’olio di oliva d’importazione, se fumiamo. Quindi un buon cosmetico, un’alimentazione sana e un corretto stile di vita per una pelle giovane e bella. Tradizione, semplicità e intelligenza sono gli ingredienti fondamentali per dare qualità al nostro corpo e soprattutto alla nostra vita.

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