CHIMICA VERDE

AGRICOLTURA BIO-SINERGICA
L’agricoltura Bio-Sinergica è un metodo di coltivazione “selvatica” elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip e prima ancora dal microbiologo giapponese Fukuoka. Si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi. I prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di auto-fertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile. Olismera utilizza in gran parte piante, parti di esse e frutti non trattati dalla mano dell’uomo, coltivate dalla natura stessa senza interferenza come il fico d’india, la nigella, il cardo, l’olio di oliva Tonda di Filogaso e le sue parti, il bergamotto, il cappero selvatico, arancia rossa, timo, origano calabrese e lavanda. Le piante spontanee autoctone, che vengono utilizzate, seguono naturalmente i quattro principi della coltivazione sinergica:
1.Nessuna lavorazione del suolo. Assenza totale di d’aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo perché esso si lavora da solo grazie al lavoro delle radici delle piante e della fauna e microfauna presente nel sottosuolo.
2. Nessun apporto di fertilizzanti. Fertilizzazione continua del suolo grazie alle radici delle piante non asportate mai dal suolo e alla pacciamatura, ovvero una copertura organica permanente.
3. Nessun trattamento di sintesi. Perché non è naturale e non è sostenibile l’uso di sostanze chimiche di sintesi.
4. Nessun compattamento del suolo. Il suolo si area da solo se noi evitiamo di provocarne il compattamento.
L’agricoltura bio-sinergica dunque, a differenza del biologico e del biodinamico, imita la natura senza destrutturare il suolo e mantenerlo fertile artificialmente aggiungendo concime, compost, addirittura chimica.

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